Un quartiere dove vivere

Incendi nella pineta di Castel Fusano – Punto della situazione

Incendio Pineta Caste Fusano 2017 Incendio Pineta Caste Fusano 2017

Una delle aree verdi più belle ed antiche di Roma, il Parco urbano Pineta di Castel Fusano, così come la conosciamo oggi, popolata di Pini domestici e lecci è il frutto di una importante opera di trasformazione avvenuta per volere della famiglia Saccehtti intorno all’anno 1731.

Gli incendi accorsi nella pineta di Castel Fusano hanno mandato in fumo una vegetazione di oltre 300 anni. Il colpo di grazia ad une delle riserve più importanti che già nell’estate del 2000 aveva subito la sua più grave ferita con la perdita di oltre 350 ettari di macchia mediterranea.

Facciamo il punto della situazione

Ad oggi sono tre gli arrestati per essere stati colti in flagrante con inneschi, accendini e fazzoletti di carta in quantità per poter appiccare il fuoco alle sterpaglie ormai secche. La procura di Roma indaga sugli incendi per verificare se un filo conduttore lega i tre piromani e se non ci sia la mano di una regia occulta.

Complice la siccità gli incendi non hanno avuto difficoltà a diffondersi rapidamente in tutta la pineta.

Gli incendi sono iniziati il 17 Luglio scorso e da quel ci sono volute quasi due settimane per spegnere tutti i focolai e far rientrare la situazione nella normalità.

Per comprendere la portata dell’incendio è sufficiente la foto qui allegata per comprendere le proporzioni dell’incendio rispetto alle forze che era possibile mettere in campo.

L’ordinanza che pone il divieto di accesso ai pedoni nell’area boschiva arriva solo il 28 luglio, un divieto che riguarda le aree della riserva Naturale Statale del Litorale Romano Pineta di Castel Fusano e la riserva di Acque Rosse. Certamente una interdizione che arriva dopo 11 giorni dall’inizio di quello che per Roma, lo possiamo dire, equivale ad essere un vero e proprio disastro ambientale. Un intervento decisamente tardivo laddove il danno maggiore era ormai visibile sotto gli occhi di tutti.

L’ordinanza di divieto di accesso non, non potrà essere la soluzione che salverà la Pineta di Castel Fusano. Non è questa la sua funzione. L’ordinanza infatti va letta per intero per comprendere la sua reale efficacia.

Il primo provvedimento che salta all’occhio riguarda la sanzione amministrativa che può variare da euro 40,00 a euro 240,00 un importo se non irrisorio potremmo dire ridicolo in confronto al valore inestimabile della vegetazione andata in fumo.

Il secondo elemento riguarda la durata del provvedimento che vede l’ordinanza attiva solo fino al 31 Ottobre 2017 quando una volta scaduto il termine, lo sappiamo tutti, torneranno a fiorire liberamente baraccopoli e prostituzione.

L’ordinanza del Sindaco ha l’obiettivo di facilitare il lavoro di spegnimento degli incendi e la rimozione dei materiali bruciati. Un’ordinanza necessaria che rende inaccessibili alcune vie importanti come il Viale della Villa Di Plinio quotidianamente percorsa dai cittadini.

Ma l’intervento più incisivo arriva con la richiesta del Sindaco di Roma Virginia Raggi di un presidio stabile dell’esercito all’interno della pineta coadiuvato da quattro punti di presidio delle forze di Polizia Roma Capitale. Ma ricordiamo a tutti che organizzare in presidio fisso richiederà tempo per cui l’arrivo dei militari è previsto solo entro Ferragosto.

Le reazioni degli organi istituzionali

Un disastro annunciato quello del 17 Luglio quando appena nei giorni precedenti il Presidente della Regione Lazio Zingaretti chiedeva al governo lo stato di emergenza per la presenza di 18 incendi in tutta la provincia di Roma.

Ma le reazioni degli organi istituzionali sono troppo composte e come tutto questo non li riguardasse.

Il presidente della repubblica Mattarella intono contenuto e moderato non riesce più a farsi portavoce e rappresentante del popolo italiano e della sua indignazione: “Gli incendi che divampano in diverse Regioni "spesso sono il risultato di azioni di criminali, da punire con forte determinazione e grande severità" (18 Luglio - Sondrio).

Solo le forze di Polizia, Carabinieri, ed il corpo dei Vigili del Fuoco sembrano non essersi mai fermati e non hanno lesinato forze e coraggio per tentare di spegnere al più presto ogni focolaio. Un grazie va a loro e ai piloti dei Canadair e degli Elicotteri della Protezione Civile

Le reazioni dei cittadini sui Social Network

Le abbiamo lette a centinaia le reazioni e i commenti che sono state pubblicate sui Social Network. Sono per lo più reazioni di rabbia, disperazione, orrore di tutti quei cittadini che piangono la perdita di una pineta storica così importante per la città di Roma. Alcuni finiscono addirittura per invocare la presenza dell’esercito, altri organizzano petizioni formali richieste da inoltrare al prefetto. Alcuni arrivano addirittura ad invocare la chiusura totale della pineta di Castel Fusano al libero accesso.

Possiamo farci interpreti del malcontento dei cittadini e quello che ci sembra capire è il grande dispiace per il degrado e l’abbandono complessivo di una pineta che non può essere considerata solo un’area protetta, un Parco Urbano, ma un vero patrimonio comune, un giardino che andrebbe curato, difeso come il giardino di casa propria.